Economia

Entusiasmo in Friuli per Draghi, pil regionale dato in crescita del 5,1%

L'idea del presidente Mattarella trova riscontri favorevoli da parte delle categorie produttive

Sergio Mattarella e Mario Draghi

Un coro unanime a favore di Mario Draghi premier. È quanto emerge dalle categorie produttive del Friuli Venezia Giulia e della provincia di Udine. 

Confartigianato

“Bene ha fatto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a chiamare Mario Draghi. Di fronte all’incapacità della politica di dare risposte al Paese in un momento delicato come questo, affidare il governo dell’Italia a una persona capace come l’ex presidente della Bce è la scelta giusta". Lo dice Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato Udine e Fvg. "Il 31 marzo scadono gli ammortizzatori sociali, vanno prorogate le moratorie fiscali e dei mutui, ci vogliono importanti misure a sostegno e aiuto delle imprese. Questo ci aspettiamo dalla primissima agenda politica de nuovo governo. Perché le imprese, la gran parte delle quali soffrono ormai da un anno, sono il veicolo che crea ricchezza e con questa alimenta azioni di sviluppo e solidarietà. Senza imprese e senza lavoro non possiamo uscire dal pantano in cui si trova oggi il Paese e dare dignità alle persone”.

Confcommercio

"La possibile entrata in scena di Mario Draghi è una buona notizia per le imprese messe all’angolo dalla crisi economica e dall’emergenza sanitaria. Un periodo di così grande difficoltà richiede persone straordinarie, di capacità provata, con un grande senso dello Stato. Non c’è dubbio che Draghi, con il suo curriculum, incarni perfettamente queste caratteristiche e il capo dello Stato, che ha gestito nel rispetto delle regole costituzionali queste settimane di crisi, ha visto in lui la soluzione più alta per restituire credibilità al nostro Paese, per consentirgli di presentarsi in Europa con un Recovery plan accompagnato dalle necessarie e urgenti riforme. Un presidente, Sergio Mattarella, che ha dimostrato grande saggezza e ha saputo reggere il ruolo di guida e faro in questo delicatissimo passaggio. Pollice verso, invece, per quella politica che non si rende conto delle difficoltà del Paese. L’auspicio è che il ritorno alla competenza ci faccia dimenticare tanti momenti e tante scelte da bar dello sport". Lo dichiara il presidente di Confcommercio Fvg Giovanni Da Pozzo. "Proprio nei giorni scorsi – prosegue Da Pozzo –, quando non si intravedevano vie d’uscita a una crisi che rischiava di essere del tutto insensata, avevo sperato nel coinvolgimento delle migliori risorse per uno sforzo comune, ma di livello alto, per superare una congiuntura drammatica e accompagnare l’Italia, attraverso un solido piano vaccinale, oltre la pandemia. Uno sforzo che deve però guardare anche ai non pochi anni che serviranno per ritornare a un'economia e a una società pre-Covid. Con Draghi, se l’ex presidente della Bce accetterà, e con una squadra di governo di alto profilo, l’obiettivo di un progetto comune, che vada ben oltre gli interessi personali, può essere finalmente centrato". 

Confindustria

Nel frattempo Confindustria Udine ha presentato le sue proiezioni per l'anno appena iniziato, e sembra che l'effetto Draghi si faccia sentire anche su questo. Il comunicato diffuso dall'associazione.

L’economia del FVG, dopo la contrazione ‘senza precedenti’ dovuta a una situazione ‘senza precedenti’, registrata nella primavera 2020, ha segnato in estate un rafforzamento decisamente superiore alle attese, supportato anche da una maggiore tenuta del manifatturiero e da un robusto rimbalzo delle esportazioni. Il progressivo recupero della domanda, assieme alle misure a sostegno dell’economia, ha arginato la caduta del Pil, che si stima chiudere il 2020 in FVG con un calo del -9,3% rispetto all’anno precedente. Dato decisamente migliore rispetto alle previsioni diffuse sia a luglio scorso (-10,4%) che ad ottobre (-9,8%).

Questo risultato nettamente migliore rispetto allo stimato del 2020 porta con sé un peggioramento delle stime per l’anno in corso. Per il 2021 quindi ci si attende una crescita del +5,1% (a luglio si prevedeva un rimbalzo del +6,0%, a ottobre del +6,3%) trainata dall’industria e dalle costruzioni (il cui valore aggiunto è previsto rimbalzare del +8,1% e dell’11,1% rispettivamente). Il valore aggiunto dei servizi, settore particolarmente colpito dalle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria, è previsto crescere nell’anno in corso in misura minore, del 3,9%. A oggi la stima di crescita del PIL nel 2022 è del +4,2%.

Per quanto riguarda i consumi delle famiglie si reputa che nel 2020 siano crollati del -10,6%. Il recupero previsto per il 2021, del +5,2%, compenserà solo parzialmente la flessione del 2020. L’impatto del Covid-19 si è riflesso anche sugli investimenti. Per il 2020 si stima un calo del -6,2%. Per il 2021 ci si attende una decisa crescita sia per la ripresa del ciclo economico, in particolare nella seconda parte dell’anno, sia per l’erogazione di fondi europei, sia per le favorevoli condizioni di finanziamento +10,9%.

La ripartenza del commercio mondiale farà da traino alle esportazioni regionali che potrebbero risalire del 5,9% quest’anno. Il tasso di disoccupazione è previsto aumentare nel 2021 di 1,7 punti percentuali e attestarsi al 7,8%, per poi scendere gradualmente nei prossimi anni, ma tutto dipenderà da quando il blocco dei licenziamenti verrà sollevato. 

Confesercenti

"L’arrivo dell'ex numero uno della Bce potrebbe sembrare un commissariamento, ma non è così – dice Marco Zoratti, vice presidente di Confesercenti Fvg –. Il Parlamento non è stato in grado di gestire politicamente la crisi e l’unica alternativa sarebbe il voto, una scelta, però, con eccessivi margini di imprevedibilità. Il contrario di ciò che serve al Paese ora. I fondi in arrivo dall’Europa devono essere gestiti con attenzione e una visione strategica del futuro. Rappresentano un’importante opportunità per l’Italia. Un’occasione che non è possibile lasciarsi sfuggire. L’autorevolezza e le capacità di Mario Draghi le abbiamo potute testare durante la sua permanenza in Ue, quando ha saputo gestire sfide importanti, con i risultati che tutti conosciamo. E proprio i suoi trascorsi fra i vertici dell’Unione sono un plus da non sottovalutare, certamente saprà instaurare un dialogo collaborativo. L’auspicio è che riesca a fare altrettanto anche con i corpi intermedi, come le associazioni di categoria e i sindacati, mettendo in campo, per il bene del Paese, tutto il pragmatismo che da sempre lo contraddistingue".

Cisl

"Avevamo invocato la saggezza del presidente Mattarella rispetto alla necessità, in questo momento così delicato, di dare stabilità al Paese – dichiara Alberto Monticco, segretario regionale della Cisl –. Speriamo che la nostra fiducia sia ben riposta con Mario Draghi, sicuramente figura di alto profilo. Confidiamo che nell’agenda di Draghi ci sia la risoluzione di tutti quei problemi che affliggono il nostro Paese, da ben prima del Covid. Abbiamo bisogno di interventi decisi strutturali per far uscire l’Italia dalle secche. Penso all’emorragia dei posti di lavoro e ai dati drammatici che riguardano, in particolare, l’occupazione femminile e che impongono una riforma vera del lavoro e politiche attive concrete; alla necessità ormai atavica di una riforma del fisco; alla digitalizzazione del Paese, solo per fare alcuni esempi ed al netto delle misure sanitarie richieste dalla pandemia in atto. Auspico che Draghi prenda in mano celermente tutto questo e si confronti con le forze sociali anche sul Recovery Plan, per lavorare assieme sui percorsi necessari a rendere davvero concrete le riforme di cui abbiamo bisogno". 

Cgil

"L’incarico di Mattarella è andato senza dubbio su un nome di alto profilo, che può e deve essere la premessa per la formazione di una coalizione e di un Governo stabile, capace di affrontare con forza e autorevolezza le sfide imponenti che ha di fronte il Paese: proseguire su una gestione rigorosa dell’emergenza sanitaria e porre le premesse per un rilancio rapido e duraturo dell’economia e dell’occupazione, sulla base di un Recovery plan fondato su assi strategici chiari e condivisi. Un esecutivo che, pur guidato da un premier come Draghi, non si configuri come tecnico, visti anche gli esiti dell’ultima esperienza in tal senso, quella del Governo Monti, ma che sia espressione di un’intesa politica più larga e solida rispetto a quella del Governo uscente". Il segretario generale della Cgil Friuli Venezia Giulia Villiam Pezzetta commenta così l’avvio delle consultazioni da parte del Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi, "una figura – dichiara ancora Pezzetta – che ha lo spessore e il carisma per trovare la sintesi di un quadro politico quanto mai difficile e lacerato, ricomponendo le fratture esistenti sulla base di un’agenda che individui subito le priorità programmatiche e continui a trovare nel dialogo con l’Europa la chiave per affrontare e superare l’emergenza". Tutto questo, conclude il numero uno della Cgil regionale, "nella consapevolezza che l’avvicinarsi di una scadenza drammatica come la fine del blocco dei licenziamenti fa della questione lavoro la priorità assoluta nell’agenda del futuro Governo e che un esito negativo di queste consultazioni rischierebbe di mettere il Paese in un tunnel senza uscita".

Cna

“Spiace per Giuseppe Conte – dice Nello Coppeto di Cna –, che per noi rappresentava la persona giusta e non potrà portare a termine il lavoro svolto in questi mesi, ma la scelta del presidente Mattarella per accelerare i tempi è la migliore. Quindi pieno appoggio anche a Mario Draghi, che ci aspettiamo possa lavorare con competenza e responsabilità sia per l’economia del Paese, sia nella gestione dell’emergenza Covid”. 

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